copertina_GNAM

Ma è GNAM o GNAMC?

Il nuovo brand rischia di creare confusione sui temi, ha un’estetica superata e mescola grafica e arte, inoltre il risultato è un impronunciabile “GNAMC”, quindi insomma, a impegnarsi non ce la si poteva fare a sbagliare su tutti i fronti.

I fatti: la Galleria Nazionale di Roma cambia nome tornando a quello precedente: GNAM. Dopo soli 8 anni, di fatto neanche il tempo di rendercene conto. Per intenderci la Galleria Nazionale è quella della mostra sul Futurismo e quella dove i dirigenti Rai urlano “infame” ai giornalisti Rai.

Ma veniamo agli errori di branding.

1. Per cominciare: CHE ANSIA! Neppure le aziende private effettuano cambiamenti così repentini quando si tratta di branding. Figuriamoci le istituzioni antiche e storiche come i grandi musei nazionali. Eppure si è deciso di modificare il nome di questo museo dopo soli 8 anni dall’ultimo restyling, è assolutamente normale, infatti, che realtà istituzionali come i musei abbiano necessità di anni o decenni per affermare una nuova denominazione. 

2. L’immagine coordinata è un casino. In questo momento, e a diversi giorni dalla presentazione del nuovo nome e del nuovo logo, il museo ha un sito che ancora si chiama “lagallerianazionale” dove c’è ancora il vecchio logo. Ha un profilo Instagram con il nuovo logo, però il vecchio nome di profilo (@lagallerianazionale) ma un nome utente col nuovo nome per esteso (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea) e una ‘bio’ del profilo che cita invece il vecchio nome “La Galleria Nazionale”. Su X c’è il vecchio brand, il nuovo nome e non si pubblica nulla da un anno. Su Facebook c’è in questo momento il nuovo logo però il vecchio nome del museo, al contrario su YouTube il vecchio logo ma il nuovo nome. Il mal di testa.
La cosa più incomprensibile è che ora il museo vuole chiamarsi “GNAM”, ma ha il logo su cui sta scritto GNAMC.


3. La “C” nel logo sta per Contemporanea (arte).
Peccato che nell’ecosistema dei musei statali, quello destinato ad occuparsi di arte contemporanea – almeno su Roma – non è la GNAM bensì il MAXXI. Va beh dai.

In conclusione, speriamo che per almeno una decina d’anni questo rimarrà il nome del museo, forse, in caso contrario, come Brado siamo pronti a cimentarci nello studio di un progetto per lo meno più coerente. 😉

fonte Artribune