TikTokBAN

BAN sì o BAN no?

Il 19 gennaio TIKTOK doveva essere bannato negli USA.
La proposta, poi approvata dall’amministrazione Biden, risale al primo governo Trump e indicava la pericolosità del social nella sicurezza dei dati. TikTok è stata indicata infatti come un pericolo per la sicurezza nazionale (il motivo in breve è che i server di TikTok dove sono custoditi tutti i dati degli utenti si trovano su territorio cinese).
Quindi apriti cielo.

Alle 4.30 di Domenica mattina, ora italiana, le 22.30 nella costa Est USA, TikTok ha interrotto l’accesso agli utenti statunitensi, anticipando dunque di un’ora e mezza l’entrata in vigore di una legge federale che ne vieta l’uso. L’app è stata rimossa dagli store digitali di Apple e Google, impedendo nuovi download. Per tutto il giorno, gli utenti con l’app installata hanno visualizzato un messaggio di errore che impediva loro l’accesso.

La soluzione della nuova amministrazione Trump è però arrivata dopo poche ore, degna di un bipolarismo narcisistico che TSO levete.

Alle 13.03 italiane, lo stesso Trump ha postato sulla sua piattaforma Truth Social un messaggio chiaro: «Save TikTok!». Poi, più tardi, ha pubblicato un post più articolato in cui propone che gli Stati Uniti abbiano il «50% in una joint venture. In questo modo salveremo TikTok, lo terremo in buone mani e gli permetteremo di crescere. Senza l’approvazione degli Stati Uniti, TikTok non esiste. Con la nostra approvazione, vale centinaia di miliardi di dollari, forse trilioni».

Eccoci quindi qui a discutere su scenari savetiktokiani.
C’è anche da dire che tiktok in realtà ha due piattaforme:

  • quella cinese, che prevede molte censure, tipo non si può nominare Tienanmen, oppure winnie the pooh (assomiglierebbe infatti troppo a Xi Jinping)
  • quella occidentale che conosciamo tutti

Gli americani si sono aggrappati proprio a questa divisione nella discussione del ban. 

Se quindi lo scenario sembra favorire il solito Zuckerberg (che infatti ha da poco rivoluzionato il proprio algoritmo in virtù della “libertà d’espressione”) Meta non sembra però essere la meta di ritorno (perdonatemi il gioco di parole) preferita da tutti coloro che si erano spostati su TikTok proprio per sfuggire dalle grinfie di Instagram.
All’orizzonte sembra esserci un nuovo social paradiso nelle visualizzazioni non ancora ottenute:
Parliamo di Rednote, piattaforma sempre cinese, che il 13 gennaio è stata l’app più scaricata dagli Apple store americani.
Indipendentemente dal futuro del ban sembra che molti utenti si siano comunque già spostati su questa nuova piattaforma.
Il futuro dei social sembra quindi delinearsi tutto tranne che universale poiché ogni paese potrebbe avere le sue piattaforme dominanti.
La brutta notizia per gli addetti ai lavori sarà che dovremo imparare a usarli tutti.

Fonte: NotJustAnalytics – Corrieredellasera